La mia Sissotta
Ecco uno dei miei amori...
Intervista a Stefania Calledda, l'autrice del bellissimo volume di poesie "Attimi d'Abisso". Il video è scaricabile cliccando qui.
Devastazioni, risse, incendi, disastri...Non importa di quale squadra siano tifosi i responsabili di tutto ciò, di quali colori si identifichino. Il punto fondamentale è che NON SI PUO'ARRIVARE A TANTO PER UNO SPORT.Vorrei che questa e-mail arrivasse a due categorie di persone in particolare:- ai tifosi idioti, quelli che la domenica vanno allo stadio con petardi, coltelli e qualaltro. Voi non siete tifosi! Siete solo delinquenti!Il vero tifo riposa nell'applauso, nelle grida di esultanza, nelle incitazioni.- ai politici nazionali: volete una soluzione a tutto ciò? Bene,ascoltatemi: piantatela di litigare tra voi per stronzate e ristabilite la certezza della pena. Individuate i NON TIFOSI di cui ho parlato prima e puniteli, sbatteteli in galera, multateli esageratamente. A voi la scelta della punizione. Basta che serva da esempio. Così, se c'è qualcuno a cui venga in mente di fare qualche devastazione illegale o simile, deve sapere che verrà punito. L'obiettivo finale è l'eliminazione delle barriere degli stadi per inutilità, come in altri paesi europei (prendiamo esempio).Praticare sport è bello, qualunque esso sia. Ma se si arriva al fanatismo, ai litigi sia verbali che non beh... allora siamo proprio stupidi!Ci sono varie altre ragioni per lottare:Contro l'inquinamento, la corruzione, l'illegalità, la delinquenza, gli stupri, la pedofilia, il bullismo, il nepotismo, la guerra, la fame nel mondo, la povertà, il cancro. Trovate voi ragioni più nobili.Sicuramente non per uno sport.Aiutatemi a far girare questa e-mail, affinché si possa nuovamente andare allo stadio tranquilli, con i propri amici, con il proprio partner e uscirsene soddisfatti ma soprattutto illesi.Per poi riflettere sul fatto che in qualsiasi sport chi perde non è un fallito, se ce l'ha messa tutta, se ha dimostrato impegno.L'importante è divertirsi, sempre e comunque.firmato:Andrea, uno qualunque